La solidarietà umana, fondamento dello sviluppo sostenibile

Il 20 dicembre si celebra la Giornata internazionale della solidarietà umana. Lo decise, nel 2006, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 60/209. La data coincide con la creazione del Fondo di solidarietà mondiale, avvenuta il 20 dicembre 2002 (risoluzione 57/265). Il Fondo, divenuto operativo nel febbraio 2003 ha l’obiettivo, assai ambizioso, di eliminare la povertà e promuovere lo sviluppo umano e sociale nei paesi in via di sviluppo, in particolare tra le fasce più povere della popolazione.

La giornata del 2020 cade in un momento particolarmente critico, in cui in tutto il mondo si combatte la pandemia da Covid-19, mentre si attende la distribuzione dei vaccini. La pandemia ha aggravato la situazione in quanto ha fatto emergere nuove povertà e sofferenze di natura professionale e relazionale, ha colpito tutti, senza distinzione alcuna tra ricchi e poveri, tra potenti e deboli, tra giovani e anziani, né tra etnie, razze e credenze.

Come noto, il termine solidarietà deriva dal latino solidum, che era una moneta, e si richiama all’istituto giuridico del diritto romano dell’obligatio in solidum, poi recepito dal Codice civile napoleonico del 1804, cioè un’obbligazione per cui diversi debitori si impegnano a pagare gli uni per gli altri e ognuno per tutti una somma presa in prestito o dovuta in altro modo.  In questa accezione giuridica, pertanto, la solidarietà indica sia la caratteristica che attribuisce, al contempo, solidità a un gruppo, sia il tessuto normativo dell’insieme di obbligazioni che ne vincola i membri.

La Rivoluzione francese ha rinvenuto la solidarietà nella fratellanza, concetto poi presente nell’enciclica Rerum Novarum di Leone XIII (1891) e successivamente sviluppato da San Giovanni Paolo II, nell’enciclica Sollicitudo Rei Socialis del 1987, in cui figura una definizione della solidarietà prevalentemente morale, che ne fa emergere il suo ruolo di virtù etico-sociale: “La solidarietà non è un sentimento di vaga compassione o di superficiale intenerimento per i mali di tante persone, vicine o lontane. Al contrario, è la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune: ossia per il bene di tutti e di ciascuno, perché tutti siamo veramente responsabili di tutti”.

Pure nella Costituzione italiana del 1948 la solidarietà figura tra i valori fondanti dell’ordinamento giuridico, tanto da essere solennemente riconosciuta e garantita, insieme ai diritti inviolabili dell’uomo, dall’articolo 2 della Carta, che costruisce la solidarietà, politica, economica e sociale come un dovere inderogabile posto alla base stessa della convivenza sociale. Il principio, dunque, non ha solo valore descrittivo, la solidarietà non è una speranza e nemmeno semplicemente un obiettivo da raggiungere. Ha un valore prescrittivo vincolante. La solidarietà viene così ad esprimere l’idea di una fratellanza del genere umano, come legame di ciascuno con tutti, come coesione ed integrazione sociale.

Il concetto di solidarietà è anche alla base del processo di integrazione dell’Europa. Già nella dichiarazione del Ministro degli Esteri francese Robert Schuman del 9 maggio 1950 si leggeva che “l’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”, concetto che non a caso figura al punto 3 del preambolo del trattato istitutivo della Comunità europea del carbone e dell’acciaio del 1952. La solidarietà, poi fa il suo ingresso con il trattato di Maastricht del 1992 sia nell’azione interna degli Stati membri sia nelle sue relazioni internazionali. Infine, nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione, adottata a Nizza nel 2000, che, con il Trattato di Lisbona ha assunto rango di diritto primario, alla solidarietà è dedicato l’intero titolo IV (artt. 27-38). L’Unione europea, quindi, promuove il principio di solidarietà tra le generazioni, tra gli Stati membri e tra i popoli.

A livello onusiano, la solidarietà è identificata come uno dei valori fondamentali e viene posta a base di qualsiasi ricerca di soluzioni globali ai problemi del mondo. La solidarietà, che è all’origine della stessa creazione delle Nazioni Unite, ha assunto un significato particolare nella cosiddetta Dichiarazione del Millennio, del 2000, sottoscritta per contrastare le ingiustizie di carattere economico, sociale, culturale o umanitario. La dichiarazione, infatti, elegge tale valore a pilastro delle relazioni internazionali del XXI secolo. L’istituzione di questa giornata ha l’obiettivo di ricordare a tutti i governi l’importanza di rispettare i propri impegni internazionali e di far leva su di essa per realizzare gli obiettivi dello sviluppo sostenibile.

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