Il ruolo delle Nazioni Unite nell’attuale fase di crisi delle relazioni internazionali: indirizzo di saluto

Buongiorno a tutti,

Sono particolarmente lieto, in qualità di Presidente dell’Istituto Diplomatico Internazionale, di accogliere e salutare ciascuno di voi in collegamento streaming al corso in oggetto, fortemente voluto dal direttivo dell’Istituto.

Un sincero grazie mi sia consentito di esprimere al Chiar.mo Prof. Marco Ricceri, Direttore del corso e alla Dr.ssa Roberta Lucchini responsabile del dipartimento formazione.

Un deferente e grato sentimento va ai Chiar.mi Docenti che si alterneranno nel tenere le lezioni on line in questo particolare e delicato periodo storico, segnato dalla pandemia da COVID-19.

Rinnovo infine un saluto ai partecipanti al corso, che so essere numerosi e sono certo che il tema e i docenti riusciranno a suscitare ed alimentare quell’interesse che ben merita.

Mi sia però qui permesso di soffermarmi brevemente sull’aspetto che, personalmente, ritengo causa efficiente del preciso intervento che l’O.N.U. è chiamato a prestare, secondo l’argomento del presente corso: “la fase di crisi”.

Andando con la mente al primigenio ed etimologico significato del termine crisi, come non ricordare la sua origine greca dal verbo “krino” e dal derivato sostantivo “krisis” che indicano, tra i vari significati la prova, il discernimento, il giudizio, la scelta, il chiamare in giudizio qualcuno, il prendere una decisione, il trovare una soluzione, il risolvere una situazione difficile.

È poi di uso comune il suo più attuale significato sociologico, che individua la crisi nel deterioramento di una condizione oggettiva, con conseguente instabilità socio-politica e decadenza delle istituzioni civili, nel turbamento della pacifica convivenza, che nell’ambito delle relazioni internazionali si aggrava fino ad uno stato di vera e propria cessazione del governo stesso di un Paese, in seguito ad esempio di dimissioni, di voto di sfiducia parlamentare o, nei casi purtroppo più dolorosi, per “debellatio” o invasione territoriali, con conseguenze davvero drammatiche, per non dire disastrose.

Sono certo di incontrare il favore generale nel ricordare che, proprio la sofferta e prolungata crisi delle relazioni internazionali che ebbe luogo prima e proseguì, aggravandosi ulteriormente, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, avrebbe portato, nel 1945, alla nascita dell’Organizzazione delle Nazioni Unite con una duplice finalità: preventiva e risolutiva delle crisi internazionali.

Gli ultimi 75 anni hanno visto l’O.N.U. protagonista primario proprio nelle finalità appena accennate; bisogna infatti dare atto che, molto probabilmente, il lavoro più nascosto e forse meno apprezzato dai più, è stata l’attività preventiva delle crisi, di cui non si può non essere profondamente e convintamente grati.

Anche l’attività di soluzione delle crisi internazionali che formano meritevole oggetto di studio accademico negli ultimi decenni, ha visto l’O.N.U. conseguire risultati, quasi sempre, più che apprezzabili.

Mi pongo però una domanda: nell’attuale fase di crisi che, vede compromesse le relazioni internazionali anche in zone e contesti non molto distanti dal nostro Paese, il ruolo delle Nazioni Unite è davvero incisivo? Uno sguardo superficiale, frettoloso e poco attento, sembrerebbe condurre a una risposta non positiva; tuttavia posto che, difficilmente si possano realisticamente quantificare i tempi tecnici di evoluzione di una crisi internazionale, ritengo che ci siano sempre concreti margini di azione responsabile ed efficace per una soddisfacente soluzione degli avvenimenti in corso.

Risulta infatti davvero confortante che siano ben 193 i Paesi che attualmente sono Membri delle Nazioni Unite, segno inequivocabile che tale Organizzazione offre sicurezza ed è recepita come organo terzo e veramente universale, capace di prevenire e/o risolvere una crisi.

A i Chiar.mi docenti, affido gentilmente il compito di poter confortare queste mie fallibili ma non meno ottimistiche convinzioni, con la speranza che gli interrogativi che ognuno dei partecipanti porta eventualmente con sé in questo corso, possano essere positivamente evasi e risultino altresì forieri di ulteriori e sin d’ora ben accetti contributi di solido approfondimento.

Auguro perciò a tutti i presenti la più fruttuosa partecipazione ed al corso in che inizia, ogni migliore successo. Buon lavoro.

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