Brain Drain: il caso studio dell’Albania

Si sa, il futuro di ogni Nazione sono i giovani, ma la situazione economica attuale e la precarietà crescente dell’Albania non lasciano spazio ad un futuro promettente per il Paese.

Negli ultimi 30 anni, l’Albania ha affrontato due grandi ondate di emigrazione. La prima dopo la caduta della dittatura nel 1990, quando centinaia di migliaia di persone si riunirono alle porte delle Ambasciate straniere a Tirana chiedendo aiuto ai funzionari stranieri. La seconda, dopo il 2010 e presentò caratteristiche del tutto diverse.

Infatti, non si trattava più di un’emigrazione per motivi politici, ma per motivi sociali ed economici. Molti giovani albanesi scelsero di lasciare il Paese per andare all’estero e studiare nelle Università europee. Questo, era finalizzato ad ottenere inizialmente un permesso di soggiorno per motivi di studio e poi convertirlo in visto lavorativo, per poi stabilirsi del tutto in Europa e non tornare più in Albania.

Secondo un’indagine della Fondazione tedesca “Friedrich Ebert” sul tema dell’educazione dei giovani nell’Europa sudorientale, 285.000 albanesi hanno intenzione di lasciare il loro Paese, la maggior parte sono giovani.

Tra i tanti, professori, ingegneri, tecnici, avvocati, la categoria più colpita è quella degli operatori sanitari albanesi (medici e infermieri) diretti verso paesi economicamente più stabili, come la Germania.

Le ragioni che spingono gli albanesi ad emigrare sono soprattutto le condizioni lavorative, i bassi salari e la crescente disoccupazione. Si stima che solo negli ultimi dieci anni 140.390 giovani, uomini e donne, abbiano lasciato il Paese.

I laureati sono quelli che soffrono i più alti livelli di disoccupazione.

Il rapporto nazionale “La gioventù in Albania 2020″ del National Youth Resource Center Albania afferma che, secondo i dati ISTAT, analizzando il tasso di disoccupazione per livello di istruzione durante il 2019, circa il 14,4% dei giovani con istruzione secondaria sono disoccupati, e il 12,3% dei giovani con istruzione superiore.

Alcuni studi internazionali mostrano che i tassi di emigrazione giovanile dal Paese verso l’Europa sono molto alti.

Infatti, si teme che l’Albania potrebbe spopolarsi completamente, entro i prossimi 70 anni.

Secondo le statistiche del ” Global Economy”, che monitora gli andamenti dell’Albania dal 2007 al 2021, il Paese è al 7° posto tra 173 Paesi con il più alto indice di fuga di cervelli con indicatore 7,36.

Il valore medio per l’Albania durante questo periodo è stato di 7,36 punti di indice con un minimo di 6,6 nel 2013 e un massimo di 8,3. Secondo la media mondiale del 2021 basata su 173 Paesi l’Albania raggiunge i 5,25 punti di indice, seguita dalla Moldavia, Bosnia ed Erzegovina e la Macedonia Settentrionale, come mostra il grafico seguente.

Fonte dati: The Global Economy website

Sulla base del quadro presentato, sarebbe opportuno che i Paesi maggiormente colpiti dal fenomeno della fuga dei cervelli e di conseguenza da quello dell’invecchiamento della popolazione, presentino delle politiche volte all’inclusione e all’uguaglianze, che ridefiniscano il ruolo dei giovani nella società, riducendo a sua volta il divario nord/sud, e investendo nell’istruzione e nell’occupazione giovanile.

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