Adoperarsi per l’inclusione sociale: FISDIR

L’anno scorso abbiamo conosciuto FISDIR (Federazione Sportiva Paralimpica degli intellettivo relazionali) durante un evento di solidarietà a Varese. Non ci siamo più lasciati, anzi. È di questi giorni la firma del protocollo d’intesa con cui IDI s’impegna a promuovere lo sport praticato dalle persone con disabilità intellettiva relazionale; approfondire le tematiche dello sport praticato dalle persone con tali disabilità partecipando ad iniziative didattiche e formative; diffondere per il tramite dei propri canali la cultura sportiva definendo comuni azioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso lo sport per disabili.

In totale controtendenza rispetto ai tempi medi italiani per la ratifica di un qualsiasi accordo, a dispetto delle lungaggini burocratiche, delle parlamentarizzazioni sul da farsi in ogni ambito, IDI ha mostrato che dove c’è la volontà di costruire un percorso insieme basta poco per vederlo realizzare.

È passato solo qualche mese da quando abbiamo avuto l’onore di accompagnare una delegazione di 4 giovani atleti FISDIR in udienza dal Papa, e già siamo arrivati ad unire le forze per aiutare i nostri ragazzi e rendere ancora più visibile le loro incredibili capacità. Lo sport, scrive la Federazione nella sua mission, migliora la qualità della vita ed è in grado di esaltare le capacità individuali se praticato in forma compiuta, cioè secondo le regole che gli sono proprie.

Adoperarsi per l’inclusione sociale degli individui più deboli è per noi un obbligo morale e civile, ci rende migliori e capaci di imparare insegnando.

La scommessa più importante non sarà ideare e creare le occasioni per rafforzare questo nuovo partenariato, ma incentivare la partecipazione. Le sfide in campo hanno maggiori possibilità di riuscita quando ci vedono gareggiare in entusiasmo dagli spalti delle tribune.

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